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Riscatto laurea 2026: calcolo del costo e quando conviene

Il riscatto della laurea trasforma gli anni di studio universitario in contributi utili per la pensione, pagando un onere all’INPS. Nel 2026, il riscatto agevolato costa 6.206,64 euro per ogni anno: è un nostro calcolo sul minimale ufficiale. Conviene soprattutto se ti permette di andare in pensione prima; se aumenta soltanto l’assegno, devi valutare il costo netto e il tempo necessario per recuperarlo.

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Hai contributi versati prima del 1996?
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Cos’è il riscatto della laurea e a cosa serve

Il riscatto della laurea, previsto dall’articolo 2 del D.Lgs. 184/1997, ti consente di trasformare i periodi del corso universitario in contributi previdenziali. Non avviene automaticamente quando consegui il titolo: devi presentare una domanda e pagare il costo richiesto.

Gli anni riscattati servono sia per il diritto alla pensione sia per il suo importo. Possono quindi aiutarti a raggiungere il requisito contributivo e aumentare l’assegno futuro. Non significa, però, che ogni anno riscattato corrisponda a un anno di anticipo: conta quale requisito determina la tua prima uscita.

Per il riscatto laurea nel 2026 devi distinguere tra agevolato e ordinario. Il primo parte da un costo uniforme per ogni anno, pari a 6.206,64 euro. Il secondo dipende dalla tua situazione previdenziale e, nei periodi contributivi, dalla retribuzione. Prima di confrontarli, verifica quali anni puoi riscattare e quale sistema di calcolo si applica.

Calcolo riscatto laurea: quanto costa nel 2026

Il costo del riscatto laurea agevolato si calcola moltiplicando il minimale degli artigiani e commercianti dell’anno della domanda per l’aliquota prevista. Nel 2026, il minimale indicato dalla circolare INPS 14/2026 è 18.808 euro e l’aliquota è 33%.

  • Per un anno, il costo calcolato è 6.206,64 euro.
  • Per una laurea triennale interamente riscattabile, il costo è 18.620 euro.
  • Per cinque anni interamente riscattabili, il costo è 31.033 euro.

Sono nostri calcoli sul minimale ufficiale, non preventivi personali dell’INPS. Il costo agevolato non dipende dal tuo stipendio né dalla tua età. Il minimale di riferimento è quello dell’anno in cui presenti la domanda e di norma aumenta ogni anno.

Come si calcola il riscatto laurea ordinario

Per i periodi nel sistema contributivo, l’ordinario applica l’aliquota della tua gestione alla retribuzione degli ultimi 12 mesi, per ogni anno da riscattare. Per i dipendenti l’aliquota è il 33%. Una retribuzione più alta comporta quindi un costo maggiore, ma anche più contributi destinati alla pensione.

Per i periodi nel sistema retributivo si usa invece la riserva matematica. Il calcolo dipende da età, sesso, retribuzioni e aumento della pensione. Lo esegue l’INPS e il risultato è di solito molto più alto: non puoi ricavarlo applicando semplicemente una percentuale allo stipendio.

Riscatto agevolato con domanda nel 2026: 33% del minimale di 18.808 € per anno. Fonte: INPS circ. 14/2026, nostro calcolo.
AnniCosto totaleIn 120 rate
1 anno6.207 €52 € al mese
2 anni12.413 €103 € al mese
3 anni18.620 €155 € al mese
4 anni24.827 €207 € al mese
5 anni31.033 €259 € al mese
6 anni37.240 €310 € al mese

Riscatto laurea agevolato o ordinario: le differenze

Il riscatto agevolato, introdotto dall’articolo 20 del DL 4/2019, riguarda i periodi che ricadono nel sistema contributivo. Non c’è un limite di età: il precedente limite di 45 anni è stato eliminato nel 2019. La possibilità di usarlo dipende quindi dalla collocazione previdenziale degli studi, non dalla tua età attuale.

Se hai contributi precedenti al 1996, puoi comunque utilizzare l’agevolato per gli anni di studio dal 1996 in poi. Per applicarlo a periodi precedenti al 1996 serve invece l’opzione per il calcolo interamente contributivo della pensione. Prima di scegliere, devi valutare anche l’effetto di questa opzione sull’assegno complessivo.

Nell’agevolato il versamento è calcolato sul minimale. Proprio per questo, l’aumento della pensione è più contenuto rispetto a un riscatto ordinario calcolato su una retribuzione più alta. In quest’ultimo caso l’ordinario costa di più, ma alimenta maggiormente la pensione futura.

Non confrontare soltanto i preventivi: guarda anche la pensione stimata e la data di uscita. La scelta tra agevolato e ordinario diventa definitiva con il primo pagamento. Se sono coinvolti periodi precedenti al 1996, chiarisci prima le conseguenze del passaggio al calcolo interamente contributivo.

Quali anni di università puoi riscattare

Puoi riscattare soltanto periodi compresi nella durata legale di un corso concluso con il conseguimento del titolo. Gli anni fuori corso non sono ammessi. Inoltre, i periodi richiesti non devono essere già coperti da contributi: se hai lavorato durante gli studi, devi verificare le eventuali sovrapposizioni nell’estratto conto contributivo.

  • Sono ammessi diploma universitario, laurea del vecchio ordinamento, laurea triennale, magistrale e a ciclo unico.
  • Sono riscattabili anche diplomi di specializzazione e dottorati di ricerca.
  • Rientrano tra i titoli ammessi i diplomi AFAM e i diplomi degli ITS Academy.
  • Per un titolo conseguito all’estero serve il riconoscimento ai fini pensionistici.

Non sei obbligato a riscattare tutto il corso. Puoi scegliere soltanto alcuni periodi, anche appartenenti a più corsi, purché rispettino i requisiti. Il riscatto parziale può aiutarti a contenere l’esborso e a concentrarti sui periodi utili al tuo obiettivo pensionistico.

Prima della domanda, ricostruisci le date degli studi e confrontale con quelle dei contributi già accreditati. La durata effettiva della tua permanenza all’università, da sola, non indica quanti anni puoi riscattare.

Riscatto laurea a rate o in un’unica soluzione

Puoi pagare il riscatto in un’unica soluzione entro 60 giorni dal provvedimento INPS oppure distribuirlo fino a 120 rate mensili, senza interessi. Per cinque anni con l’agevolato, utilizzando il piano massimo, la rata è di circa 259 euro al mese. Se sei già in pensione, devi pagare in un’unica soluzione.

La rateizzazione riduce l’impegno immediato, ma non cambia il costo fissato sulla base dell’anno della domanda. Prima di scegliere il piano, valuta se la rata è sostenibile insieme alle tue altre spese. Considera anche che la deduzione fiscale seguirà i versamenti effettuati nei diversi anni.

  • Se non paghi la prima rata, la domanda è considerata una rinuncia.
  • Se interrompi i pagamenti successivi, vengono accreditati i periodi corrispondenti a quanto hai versato.
  • Se vai in pensione mentre stai ancora pagando, devi versare subito il residuo.

Interrompere il piano, quindi, non equivale necessariamente a perdere tutto il riscatto. Significa però ottenere un periodo inferiore a quello inizialmente richiesto. Se contavi sull’intero corso per raggiungere il requisito contributivo, devi ricalcolare la possibile data di pensionamento.

Riscatto laurea deducibile: come cambia il costo netto

I contributi da riscatto sono deducibili dal reddito complessivo di chi li paga. La deduzione riduce il reddito sul quale calcoli l’IRPEF: non è un rimborso automatico di una quota uguale per tutti. Il beneficio dipende dalla tua situazione fiscale e dagli scaglioni applicabili, con aliquote del 23%, 33% o 43%.

Per valutare la convenienza devi distinguere il costo lordo richiesto dall’INPS dal costo netto dopo il beneficio fiscale. Non basta applicare l’aliquota più alta all’intero importo: il versamento può incidere su porzioni di reddito soggette a scaglioni diversi. La stima va quindi collegata al reddito dell’anno in cui paghi.

Pagando a rate distribuisci la deduzione su più anni. Questo rende importante considerare anche l’evoluzione del reddito, senza dare per certo che il beneficio fiscale rimanga identico per tutta la durata del piano.

Familiare a carico e differenza con la pace contributiva

Se un familiare paga il riscatto per un inoccupato fiscalmente a suo carico, spetta invece una detrazione del 19%. La detrazione riduce l’imposta, mentre la deduzione riduce il reddito imponibile. La pace contributiva è una misura diversa: la sua detrazione del 50% non si applica al riscatto della laurea.

Riscatto laurea: quando conviene

Il riscatto laurea conviene soprattutto quando i contributi aggiunti anticipano la pensione. Se il requisito determinante è quello contributivo dell’anticipata, gli anni riscattati possono consentirti di uscire prima. Per valutarlo devi confrontare due scenari, con e senza riscatto, mantenendo coerenti le ipotesi sulla tua carriera futura.

Se invece la tua uscita resta legata all’età, come nella vecchiaia a 67 anni o nella contributiva a 64 anni, il riscatto può aumentare soltanto l’assegno senza spostare la data. In questo caso la domanda principale diventa quanto paghi oggi per ottenere un incremento futuro della pensione.

  • Controlla se cambia davvero la prima data utile di pensionamento.
  • Confronta il costo netto dopo il fisco con l’aumento stimato dell’assegno.
  • Valuta quanti anni di pensione servirebbero per recuperare il costo netto attraverso il solo incremento.
  • Considera la sostenibilità del pagamento e le conseguenze di eventuali scelte sul sistema di calcolo.

Il tempo di recupero economico non riassume tutta la scelta: uscire prima dal lavoro ha un valore distinto dall’aumento dell’assegno. Età, reddito, contributi già maturati e sistema pensionistico possono cambiare molto il risultato. Una simulazione resta una stima, non una garanzia sulla pensione futura.

Esempi di calcolo: costo netto e anticipo della pensione

Questi esempi mostrano perché il riscatto può avere effetti diversi. I costi netti considerano la deduzione IRPEF con pagamento a rate. Ogni simulazione dipende anche dal reddito e dai contributi del profilo considerato. Incrementi della pensione, anticipi e tempi di recupero sono stime, non risultati trasferibili automaticamente alla tua situazione.

Dipendente nata nel 1993, laurea triennale dal 2012

Il costo agevolato stimato è 18.620 euro, con un costo netto dopo la deduzione di 12.633 euro. L’anticipo stimato della prima uscita è 29 mesi. La pensione netta aumenta di circa 59 euro al mese e il costo netto viene recuperato attraverso questo incremento in 16,5 anni di pensione. In questo caso, al maggiore assegno si aggiunge un possibile anticipo.

Dipendente nato nel 1986, laurea a ciclo unico dal 2005

Il costo agevolato stimato è 31.033 euro e quello netto è 18.098 euro. Per la prima uscita il risultato è nessun anticipo. L’aumento netto stimato è circa 82 euro al mese, con recupero del costo netto in 17,0 anni di pensione. La valutazione riguarda quindi soprattutto il rapporto tra esborso e assegno aggiuntivo.

Dipendente nato nel 1974, laurea dal 1996

Per questo profilo il costo agevolato stimato è 24.827 euro, ridotto a 14.478 euro dopo il beneficio fiscale. Il risultato sulla prima uscita è nessun anticipo. La pensione netta cresce di circa 63 euro al mese; il recupero del costo netto richiede 17,6 anni di pensione. Anche qui, aggiungere contributi non comporta necessariamente un’uscita anticipata.

Riscatto agevolato, stime al 29/10/2026 con pagamento in 10 anni; il costo definitivo lo comunica l'INPS.
ProfiloCosto nettoAnticipoPensione in più
Dipendente nata nel 1993, laurea triennale dal 2012, 8 anni di contributi, 28.000 euro l'anno12.633 €29 mesi+59 € netti al mese
Dipendente nato nel 1986, magistrale a ciclo unico dal 2005, 14 anni di contributi, 40.000 euro l'anno18.098 €nessuno+82 € netti al mese
Dipendente nato nel 1974, laurea di 4 anni dal 1996, 25 anni di contributi dal 2001, 45.000 euro l'anno14.478 €nessuno+63 € netti al mese

Come fare domanda e usare il simulatore riscatto laurea

Prima di presentare la domanda, controlla l’estratto conto contributivo. Devi individuare eventuali periodi già coperti, verificare la collocazione degli studi e ricostruire correttamente il corso concluso. Un dato incompleto può rendere poco utile anche una simulazione ben impostata.

  1. Raccogli le informazioni sul titolo conseguito e sui periodi che vuoi riscattare.
  2. Usa il simulatore del riscatto di laurea disponibile sul sito INPS per una valutazione preliminare.
  3. Presenta la domanda online dal portale della posizione assicurativa, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgiti a un patronato.
  4. Leggi il provvedimento e confronta costo, modalità di pagamento e conseguenze della scelta prima di versare.

Puoi chiedere il riscatto anche se non hai mai lavorato e non sei iscritto ad alcuna gestione previdenziale. Per gli inoccupati il costo è lo stesso dell’agevolato. I contributi vengono accreditati in una gestione separata dell’INPS e poi trasferiti dove inizierai a lavorare.

Stimatica è un servizio indipendente e non è affiliato a INPS. Il nostro calcolo ti aiuta a confrontare gli scenari, ma il costo definitivo è quello indicato nel provvedimento INPS.

Cosa dicono i nostri clienti

Chiara T., 51 anni

Padova

★★★★★
“Volevo capire se investire oltre 6.000 euro all'anno nel riscatto agevolato valesse la pena. La guida mi ha fatto capire subito che nel mio caso serve ad anticipare la pensione di 4 anni, rendendo conveniente la spesa grazie alla rateizzazione e alla deduzione fiscale.”
Maria G.

Maria G., 65 anni

Milano

★★★★★
“In pochi minuti ho calcolato l'importo netto esatto della mia pensione per il 2026. Chiarissimo e davvero utile per pianificare il futuro!”

Paola M., 61 anni

Torino

★★★★★
“Ero in ansia per le nuove regole e gli aumenti previsti dal 2027, ma questo calcolatore mi ha chiarito subito le idee sulla prima finestra utile per andare in pensione. Spiegazione semplice e calcolo immediato!”
Francesca B.

Francesca B., 63 anni

Bologna

★★★★★
“Non mi aspettavo fosse così semplice e immediato. Spiegazioni trasparenti e calcolo preciso al centesimo, lo consiglio a tutti!”

Domande frequenti

Quanto costa riscattare la laurea nel 2026?

Nel 2026, il costo agevolato calcolato sul minimale ufficiale è 6.206,64 euro per anno. Per una triennale interamente riscattabile è 18.620 euro, mentre per cinque anni è 31.033 euro. L’ordinario dipende invece dalla retribuzione o dalla riserva matematica. Il costo definitivo viene comunicato dall’INPS con il provvedimento.

Che differenza c'è tra riscatto agevolato e ordinario?

L’agevolato calcola il versamento sul minimale degli artigiani e commercianti, senza legarlo al tuo reddito. L’ordinario usa la retribuzione per i periodi contributivi e la riserva matematica per quelli retributivi. Con retribuzioni più alte, l’ordinario costa di più ma produce un maggiore incremento della pensione. La scelta diventa definitiva con il primo pagamento.

Chi può fare il riscatto agevolato della laurea?

Puoi utilizzarlo per periodi di studio che ricadono nel sistema contributivo, senza limiti di età. Se hai contributi precedenti al 1996, puoi applicarlo agli studi dal 1996 in poi. Per periodi precedenti serve l’opzione per il calcolo interamente contributivo della pensione, da valutare considerando gli effetti sull’intero assegno.

Conviene riscattare la laurea?

Conviene soprattutto se gli anni riscattati anticipano concretamente la pensione. Se la data di uscita non cambia, devi confrontare il costo netto dopo il fisco con l’incremento stimato dell’assegno e il tempo per recuperare l’esborso. Il risultato dipende dalla tua età, dal reddito, dai contributi e dal sistema di calcolo.

Il riscatto della laurea è deducibile?

Sì, i contributi da riscatto sono deducibili dal reddito complessivo di chi li paga. Il beneficio effettivo dipende dalla situazione fiscale e dai versamenti dell’anno. Se invece un familiare paga per un inoccupato fiscalmente a suo carico, spetta una detrazione del 19%. Non si applica la detrazione prevista per la pace contributiva.

Si può pagare il riscatto della laurea a rate?

Sì, puoi scegliere fino a 120 rate mensili senza interessi. Per cinque anni agevolati, sul piano massimo, il pagamento è di circa 259 euro al mese. Se sei già in pensione devi pagare in un’unica soluzione. Se vai in pensione durante la rateizzazione, devi saldare subito il debito residuo.

Si possono riscattare anche gli anni fuori corso?

No, puoi riscattare soltanto i periodi compresi nella durata legale del corso, dopo aver conseguito il titolo. Gli anni fuori corso restano esclusi, anche se hai continuato a frequentare l’università. Devi inoltre verificare che i periodi richiesti non siano già coperti da contributi, per esempio perché lavoravi durante gli studi.

Posso riscattare solo una parte degli anni di università?

Sì, puoi richiedere il riscatto dell’intero corso oppure soltanto di alcuni periodi ammessi, anche relativi a più corsi conclusi con il conseguimento del titolo. La scelta parziale può contenere il costo e concentrarsi sui contributi utili al tuo obiettivo. Prima di decidere, verifica con una simulazione se il periodo selezionato modifica la data di pensionamento.

Il riscatto della laurea anticipa la pensione?

Può anticiparla, ma non automaticamente. Gli anni riscattati contano per raggiungere il requisito contributivo e possono quindi aiutarti nell’accesso all’anticipata. Se invece il requisito determinante resta l’età, la prima uscita può non cambiare. In quel caso il beneficio consiste nell’aumento dell’importo della pensione, da confrontare con il costo sostenuto.

Chi non ha mai lavorato può riscattare la laurea?

Sì, se non hai mai lavorato e non sei iscritto ad alcuna gestione previdenziale puoi chiedere il riscatto come inoccupato, allo stesso costo dell’agevolato. I contributi vengono accreditati in una gestione separata dell’INPS e trasferiti successivamente dove inizierai a lavorare. Se paga un familiare che ti ha fiscalmente a carico, si applica la specifica detrazione.