Opzione donna 2026: requisiti, chi può ancora uscire e calcolo
Opzione donna non è stata prorogata nel 2026, ma se avevi maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024 puoi ancora fare domanda. Servono almeno 35 anni di contributi e un’età di 61 anni, riducibile per i figli o per la categoria di appartenenza. Devi inoltre rientrare tra caregiver, invalide o lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende con un tavolo di crisi, alle condizioni previste.
Opzione donna 2026: esiste ancora e chi può usarla
Opzione donna resta utilizzabile per i diritti già maturati. Non permette invece nuovi accessi a chi raggiunge adesso i requisiti. La Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato la misura, come conferma la circolare INPS 19/2026. L’ultima versione resta quella prevista dalla L. 207/2024.
La distinzione decisiva è tra maturazione dei requisiti e presentazione della domanda. Se avevi l’età e i contributi richiesti entro il 31 dicembre 2024, puoi chiedere la pensione anche successivamente. Non dovevi presentare la domanda entro quella data.
La conservazione del diritto è richiamata dalla circolare INPS 53/2025. Non significa che basti raggiungere gli stessi requisiti nel 2025 o nel 2026: senza una proroga, la scadenza non si sposta.
Per capire se puoi accedere, verifica prima età e contributi alla fine del 2024. Controlla poi la categoria tutelata al momento della domanda. Infine confronta decorrenza e importo: sono aspetti distinti dal diritto.
Opzione donna 2026: requisiti di età, contributi e categoria
Per l’ultima versione di Opzione donna devi avere maturato entro il 31 dicembre 2024 almeno 35 anni di contributi. Il requisito anagrafico di base è 61 anni. Questa età non è soggetta agli adeguamenti alla speranza di vita.
L’età si riduce di un anno per figlio: diventa 60 anni con un figlio e 59 anni con due o più figli. Lo sconto non diminuisce i contributi richiesti e non elimina l’obbligo di appartenere a una categoria tutelata.
- Caregiver: assisti da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, secondo l’art. 3, comma 3, della L. 104/1992.
- Invalida: hai un’invalidità riconosciuta almeno pari al 74%.
- Lavoratrice licenziata o dipendente di un’azienda con un tavolo di crisi aperto al Ministero delle imprese: il requisito anagrafico è 59 anni, indipendentemente dai figli.
Per le caregiver, l’assistenza può riguardare anche un parente di secondo grado se i genitori o il coniuge della persona assistita hanno almeno 70 anni, sono malati, deceduti o mancanti. Una generica attività di aiuto familiare non basta.
Età e contributi devono risultare maturati entro il 31 dicembre 2024. Le condizioni della categoria tutelata devono invece sussistere al momento della domanda. Se non lavori, non confondere la semplice assenza di occupazione con l’appartenenza alla categoria delle lavoratrici licenziate.
I requisiti vanno letti insieme. Avere figli, una lunga carriera o un’età vicina alla soglia non basta da solo per accedere.
| Categoria | Nessun figlio | 1 figlio | 2 o più |
|---|---|---|---|
| Caregiver | 61 anni | 60 anni | 59 anni |
| Invalidità almeno 74% | 61 anni | 60 anni | 59 anni |
| Licenziate o aziende in crisi | 59 anni | 59 anni | 59 anni |
| Uscita | 2026 | 2027 | Dal 2028 |
|---|---|---|---|
| Vecchiaia (età) | 67 anni | 67 anni e 1 mese | 67 anni e 3 mesi |
| Anticipata donne (contributi) | 41 anni e 10 mesi | 41 anni e 11 mesi | 42 anni e 1 mese |
Come fare domanda oggi e quando parte la pensione
Se avevi maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024, puoi presentare la domanda anche oggi o più avanti. Prima di decidere, separa la verifica dell’accesso dalla valutazione economica: poter ottenere la pensione non significa necessariamente che sia la scelta più adatta alla tua situazione.
- Verifica i contributi maturati entro il 31 dicembre 2024.
- Controlla l’età alla stessa data, considerando i figli o il requisito specifico per licenziamento e crisi aziendale.
- Accerta che la condizione della categoria tutelata sussista al momento della domanda.
- Confronta decorrenza e assegno stimato con quelli delle alternative prima di presentare la richiesta.
La finestra di attesa è di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome, dalla maturazione dei requisiti. Per chi li aveva raggiunti entro il 2024, queste finestre sono già trascorse. La pensione può quindi partire dal mese successivo alla domanda, se tutte le condizioni sono soddisfatte.
La conservazione del diritto non sostituisce il suo riconoscimento da parte dell’INPS. Una simulazione può aiutarti a individuare il percorso da verificare, ma non costituisce un provvedimento di concessione della pensione.
Opzione donna: quanto si prende e quanto si perde
Con Opzione donna l’assegno viene calcolato interamente con il sistema contributivo, secondo il D.Lgs. 180/1997. Il calcolo comprende anche i periodi precedenti al 1996. Se hai molti anni valorizzati con il sistema retributivo, il passaggio può comportare un assegno più basso.
Non esiste una percentuale fissa di riduzione. L’effetto dipende dalla tua carriera e non può essere ricavato da una media generica. Per capire quanto si perde con Opzione donna devi confrontare la tua simulazione con una specifica alternativa.
La riduzione non è una trattenuta temporanea che scompare all’età della vecchiaia. Deriva dal metodo di calcolo e incide sull’assegno per tutta la vita. Il confronto deve quindi considerare sia l’importo sia l’anticipo dell’uscita.
- Confronta importi omogenei: netto con netto oppure lordo con lordo.
- Guarda le decorrenze: un assegno disponibile più avanti non equivale a una pensione immediata.
- Verifica le ipotesi della simulazione, compresa l’eventuale prosecuzione del lavoro.
- Considera i risultati come stime, non come importi già riconosciuti dall’INPS.
Chiediti anche quale reddito avresti durante l’attesa dell’alternativa. Se lavori ancora oppure sei ferma, il confronto cambia. Non esiste una convenienza uguale per tutte.
Esempi di calcolo: diritto, assegno e alternative
Gli esempi distinguono l’accesso alla misura dall’importo stimato. Le cifre sono espresse in euro di oggi e non rappresentano una previsione certa del pagamento futuro. I risultati riguardano i profili considerati: non puoi applicarli automaticamente alla tua carriera.
Caregiver con figli
Per la caregiver considerata, l’esito è: aveva i requisiti al 31 dicembre 2024. La pensione netta stimata con Opzione donna è 1.247 euro al mese. L’alternativa indicata è pensione di vecchiaia da luglio 2029, con un netto mensile stimato di 1.388 euro. La differenza stimata sull’assegno è 10%.
Il confronto mette in relazione anticipo dell’uscita e importo mensile. La differenza deriva da questa specifica carriera: non è una penalizzazione standard prevista per tutte le caregiver.
Lavoratrice licenziata senza figli
Per la lavoratrice licenziata, l’esito è: aveva i requisiti al 31 dicembre 2024. L’assegno netto mensile stimato con Opzione donna è 967 euro. L’alternativa è pensione di vecchiaia da ottobre 2032, con 1.094 euro netti al mese. La differenza stimata è 12%.
In questo caso conta anche la distanza dall’alternativa. Se non lavori più, confrontare soltanto gli assegni mensili lascia fuori il problema del reddito durante l’attesa della pensione.
Lavoratrice invalida con un figlio
Per la lavoratrice invalida, l’esito è: non aveva i requisiti al 31 dicembre 2024. Non viene quindi indicato un assegno di Opzione donna. L’alternativa stimata è pensione anticipata da marzo 2032, con 1.459 euro netti al mese. L’esempio ricorda che la condizione tutelata non sostituisce i requisiti anagrafici e contributivi.
| Profilo | Opzione donna | Alternativa |
|---|---|---|
| Caregiver nata a marzo 1962, due figli, 38 anni di contributi dal 1988, 28.000 euro l'anno | 1.247 € al mese | Pensione di vecchiaia, luglio 2029: 1.388 € |
| Licenziata nata a giugno 1965, nessun figlio, 36 anni di contributi dal 1989, ferma dal 2025 | 967 € al mese | Pensione di vecchiaia, ottobre 2032: 1.094 € |
| Invalida al 75% nata a settembre 1966, un figlio, 37 anni di contributi | requisiti non raggiunti | Pensione anticipata, marzo 2032: 1.459 € |
Opzione donna, ultimissime su 2026 e 2027
Se cerchi le ultimissime su Opzione donna 2026, il riferimento è la normativa vigente: la Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato la misura. Restano tutelati i diritti maturati secondo l’ultima versione, con requisiti entro il 31 dicembre 2024.
Per Opzione donna 2027, il comunicato ufficiale sul disegno di legge di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri non cita la misura. Da questo comunicato non puoi quindi ricavare l’annuncio di una proroga o di una reintroduzione.
Non basare la tua decisione sull’ipotesi di una riapertura. Il riferimento resta il diritto già maturato: una proposta o un’attesa di modifica non equivale a una disposizione applicabile alla tua domanda.
Le vecchie regole: pensione anticipata donne a 57 o 58 anni
Le ricerche sulla pensione a 57 o 58 anni richiamano versioni passate della misura. Fino al 2022, Opzione donna prevedeva 58 anni per le dipendenti e un anno in più per le autonome, senza le attuali categorie tutelate. Queste regole non descrivono l’ultima versione e non puoi applicarle solo perché trovi ancora pagine che le riportano.
Età pensione donna nel 2026 e alternative a Opzione donna
Non esiste un’unica età di pensione per tutte le donne. Il percorso dipende dai contributi, dalla data del primo versamento e dalle condizioni personali. Se non puoi usare Opzione donna, verifica separatamente le alternative: ognuna ha requisiti propri.
Pensione di vecchiaia e anticipata donne
Per la pensione di vecchiaia, l’età prevista è 67 anni nel 2026, 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi dal 2028. Il requisito contributivo è 20 anni. Non devi appartenere alle categorie tutelate di Opzione donna.
La pensione anticipata ordinaria non prevede un limite di età. Per le donne servono 41 anni e 10 mesi di contributi nel 2026, 41 anni e 11 mesi nel 2027 e 42 anni e 1 mese dal 2028. È un percorso da verificare se hai una carriera contributiva lunga.
Anticipata contributiva e soglie ridotte per i figli
Se il tuo primo contributo risale al 1996 o a un anno successivo, puoi verificare l’anticipata contributiva a 64 anni nel 2026. L’età non basta: devi rispettare anche gli altri requisiti previsti, compresa la soglia di importo.
La soglia è ridotta a 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio e a 2,6 volte con due figli. È un beneficio diverso dallo sconto di Opzione donna: riguarda l’importo minimo necessario per accedere, non l’età.
APE sociale e verifica delle alternative
Puoi valutare anche l’APE sociale, se rientri nelle condizioni previste. Il requisito contributivo è ridotto di 1 anno per figlio, fino a 2 anni, se maturato entro il 31 dicembre 2026. Restano da verificare gli altri requisiti: lo sconto non rende automatico l’accesso.
Confronta sempre diritto, decorrenza e importo. Stimatica è un servizio indipendente, non affiliato a INPS. Le simulazioni ti aiutano a orientarti, ma il riconoscimento del diritto spetta all’INPS.
Fonti e parametri utilizzati
| Parametro | Valore 2026 | Fonte | Verificato |
|---|---|---|---|
| Requisiti e scadenza | 35 anni di contributi e 61 anni (meno un anno per figlio, fino a due) entro il 31/12/2024; 59 anni per licenziate e aziende in crisi | INPS, pensione Opzione donna (Leggi di Bilancio 2023, 2024 e 2025) Normattiva, art. 16 DL 4/2019 (Opzione donna) INPS circ. 19/2026 (Legge di Bilancio 2026) INPS circ. 53/2025 (requisiti 2025-2026) | 29/10/2026 |
| Mancata proroga e diritto conservato | Non prorogata dalla L. 199/2025; chi aveva i requisiti può fare domanda anche dopo | INPS circ. 19/2026 (Legge di Bilancio 2026) INPS circ. 53/2025 (requisiti 2025-2026) | 29/10/2026 |
| Età pensione donna | Vecchiaia 67 anni, anticipata 41 anni e 10 mesi di contributi nel 2026 | INPS circ. 28 del 16/03/2026, allegato 2 (requisiti 2027-2028) INPS: Legge di Bilancio 2026, le novità sulle pensioni Normattiva, art. 24 DL 201/2011 | 29/10/2026 |
Cosa dicono i nostri clienti

Maria G., 65 anni
Milano
“In pochi minuti ho calcolato l'importo netto esatto della mia pensione per il 2026. Chiarissimo e davvero utile per pianificare il futuro!”
Paola M., 61 anni
Torino
“Ero in ansia per le nuove regole e gli aumenti previsti dal 2027, ma questo calcolatore mi ha chiarito subito le idee sulla prima finestra utile per andare in pensione. Spiegazione semplice e calcolo immediato!”

Francesca B., 63 anni
Bologna
“Non mi aspettavo fosse così semplice e immediato. Spiegazioni trasparenti e calcolo preciso al centesimo, lo consiglio a tutti!”
Domande frequenti
Opzione donna esiste ancora nel 2026?
Sì, ma soltanto per chi ha conservato il diritto secondo le regole già previste. La Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato Opzione donna. Se avevi maturato età e contributi entro il 31 dicembre 2024, puoi ancora fare domanda, verificando le condizioni della categoria tutelata. Raggiungere i requisiti successivamente non basta.
Quali sono i requisiti di Opzione donna?
Servono almeno 35 anni di contributi e 61 anni di età entro il 31 dicembre 2024. L’età scende a 60 anni con un figlio e a 59 anni con due o più figli. Devi rientrare tra caregiver, invalide almeno al 74% o lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende con un tavolo di crisi aperto al Ministero delle imprese. Per quest’ultima categoria l’età è 59 anni, indipendentemente dai figli.
Se avevo i requisiti nel 2024 posso ancora fare domanda?
Sì. Se avevi maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024, il diritto si conserva e puoi presentare domanda anche successivamente, come chiarito dalla circolare INPS 53/2025. Devi comunque verificare che le condizioni della categoria tutelata sussistano al momento della richiesta. La mancata proroga non cancella i diritti già maturati.
Quanto si perde con Opzione donna?
Non c’è una percentuale fissa. La riduzione dipende dal calcolo interamente contributivo e dalla tua carriera, compresi i periodi precedenti al 1996. Il confronto va fatto con una specifica alternativa, considerando anche quando sarebbe disponibile. La differenza non è una trattenuta temporanea che termina all’età della vecchiaia: il metodo di calcolo incide per tutta la vita.
Quanto si prende con Opzione donna?
L’importo dipende dalla tua carriera e dai contributi versati. Non esiste un assegno uguale per tutte le lavoratrici che accedono alla misura. Per stimarlo devi ricostruire la tua posizione e applicare il calcolo interamente contributivo. Confronta valori omogenei e ricorda che il netto simulato non è un importo garantito dall’INPS.
Quando arriva la pensione con Opzione donna?
La finestra è di 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome, dalla maturazione dei requisiti. Per chi li aveva raggiunti entro il 2024, è già trascorsa: la pensione può partire dal mese successivo alla domanda, se tutte le condizioni sono soddisfatte. Il riconoscimento del diritto resta di competenza dell’INPS.
Opzione donna ci sarà nel 2027?
Non puoi considerare acquisita una proroga o una reintroduzione. Il comunicato ufficiale sul disegno di legge di bilancio 2027 approvato dal Consiglio dei ministri non cita Opzione donna. Il riferimento resta la disciplina vigente, che tutela chi aveva maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Non basare la tua scelta sull’ipotesi di una riapertura.
A che età vanno in pensione le donne nel 2026?
La vecchiaia richiede 67 anni e 20 anni di contributi. L’anticipata ordinaria non ha un limite di età, ma richiede 41 anni e 10 mesi di contributi. Se hai il primo contributo dal 1996, puoi verificare l’anticipata contributiva a 64 anni, rispettando anche gli altri requisiti. Opzione donna resta riservata ai diritti già maturati.
Si può andare in pensione a 57 anni come donna?
Non esiste oggi un’uscita generale per le donne a quell’età. Le ricerche sulla pensione a 57 anni richiamano versioni passate della misura e non descrivono l’ultima Opzione donna. L’anticipata ordinaria segue invece una logica diversa: non prevede un limite di età, ma richiede la contribuzione stabilita per l’anno di accesso.
Quali alternative ci sono a Opzione donna?
Puoi verificare pensione di vecchiaia, anticipata ordinaria, anticipata contributiva e APE sociale, in base alla tua posizione. Per l’anticipata contributiva contano anche la data del primo contributo e la soglia di importo, ridotta in presenza di figli. L’APE sociale richiede condizioni specifiche. Confronta decorrenza e assegno stimato, non soltanto l’età.