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Rivalutazione ISTAT dell'assegno di mantenimento

La rivalutazione ISTAT dell'assegno di mantenimento aggiorna l'importo in base alla variazione del costo della vita, secondo la legge e il provvedimento o accordo applicabile. Di norma si calcola ogni anno sull'assegno già aggiornato, usando il FOI senza tabacchi. L'ultimo dato pubblicato, relativo a settembre 2026, indica una variazione su 12 mesi di 4,0%.

€
Percentuale della variazione
Inizio (data del contratto o della sentenza)
Arretrati dovuti dal mese

Indice FOI senza tabacchi, ultimo dato ISTAT: settembre 2026.

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Rivalutazione ISTAT assegno mantenimento: cos'è

La rivalutazione serve ad adeguare nel tempo il valore economico dell'assegno. Il parametro normalmente utilizzato è l'indice ISTAT FOI delle famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi. L'aggiornamento segue un criterio prestabilito: non è una nuova determinazione dell'importo basata sulle esigenze personali o sui redditi.

Per calcolare l'adeguamento devi conoscere l'importo da aggiornare, il mese di riferimento e la percentuale applicabile. Negli anni successivi parti dall'assegno già rivalutato. Gli aggiornamenti si applicano quindi a cascata, non ripartendo ogni volta dalla somma originaria.

Prima di procedere, leggi il provvedimento o l'accordo che disciplina il mantenimento. Distingui il contributo per i figli dall'assegno al coniuge: le regole sull'automatismo non sono identiche. Controlla anche le indicazioni sulla decorrenza, sulla prima scadenza e sul parametro da utilizzare.

Il calcolo di Stimatica è informativo e non costituisce consulenza legale. Stimatica è un servizio indipendente, non affiliato all'ISTAT. Per verificare una rivalutazione monetaria puoi utilizzare anche Rivaluta, lo strumento ufficiale dell'ISTAT.

Adeguamento ISTAT: figli, separazione e divorzio

L'espressione assegno di mantenimento comprende obblighi diversi. Per capire quando l'importo deve essere aggiornato, individua prima il tipo di assegno. L'automatismo previsto dalla legge o dal titolo riguarda il criterio di adeguamento: non significa che il versamento bancario venga modificato senza un tuo intervento.

Mantenimento dei figli

Per il mantenimento dei figli, l'art. 337-ter c.c. prevede l'adeguamento automatico agli indici ISTAT, salvo che le parti o il giudice abbiano indicato un altro parametro. L'assenza di una clausola espressa sull'ISTAT non significa quindi, da sola, che l'assegno debba restare invariato.

Nel calcolo verifica quale importo è destinato al mantenimento dei figli e quale criterio devi applicare. Se il provvedimento distingue più contributi, mantieni questa distinzione anche nel prospetto, senza riunire somme soggette a indicazioni differenti.

Assegno al coniuge nella separazione

Nella separazione, l'adeguamento dell'assegno al coniuge dipende dal provvedimento del giudice o dall'accordo. Nella pratica si usa il FOI al 100%, una volta l'anno, dall'anniversario del provvedimento. Questa modalità non sostituisce però un'eventuale previsione diversa contenuta nel titolo.

Se il testo non disciplina chiaramente l'aggiornamento, non scegliere autonomamente percentuale e decorrenza. Prima di modificare i pagamenti o chiedere differenze, fai verificare quale obbligo risulta dal provvedimento o dall'accordo.

Rivalutazione dell'assegno divorzile

Per l'assegno divorzile, l'art. 5, comma 7, della L. 898/1970 prevede che la sentenza stabilisca un criterio di adeguamento automatico, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria. Per il calcolo concreto devi quindi leggere il criterio riportato nella sentenza.

Non confondere l'applicazione di questo criterio con una diversa quantificazione dell'assegno. Il conteggio della rivalutazione riguarda l'aggiornamento monetario previsto dal titolo, non la valutazione di nuove condizioni economiche.

Come si calcola la rivalutazione anno per anno

Il metodo annuale utilizza la variazione del FOI su 12 mesi. L'aggiornamento si applica una volta l'anno, all'anniversario del provvedimento, sull'importo già rivalutato. Controlla comunque le indicazioni del tuo titolo sul mese di riferimento e sulla decorrenza.

  1. Recupera il provvedimento o l'accordo e individua importo, decorrenza, mese di riferimento e percentuale.
  2. Ricostruisci gli aggiornamenti precedenti per conoscere l'importo corretto da rivalutare.
  3. Confronta il FOI del mese previsto con quello dello stesso mese dell'anno precedente, tenendo conto di eventuali cambi di base.
  4. Applica la variazione nella misura prevista e aggiungi la differenza all'assegno.
  5. Conserva un prospetto con indici, calcoli, decorrenze e versamenti.

Quale indice e quale percentuale usare

L'ISTAT indica il FOI al netto dei tabacchi per l'adeguamento degli assegni al coniuge. Per settembre 2026 l'indice è 104,3, in base 2025=100. La variazione su 12 mesi è 4,0%; considerando il 75% della variazione, il valore è 3,0%.

Il 100% significa applicare l'intera variazione, non raddoppiare l'assegno. Se il titolo prevede il 75%, moltiplichi invece la variazione per 0,75. Non puoi scegliere la percentuale in base al risultato più favorevole: devi usare quella applicabile al tuo assegno.

Quale mese scegliere e da quando aggiornare

Il mese di riferimento deve essere coerente con il titolo. Non usare l'ultimo indice disponibile soltanto perché è il più recente, se l'aggiornamento riguarda un altro mese. Il confronto annuale richiede gli indici dello stesso mese in anni consecutivi.

Distingui il mese cui si riferisce l'indice dalla sua pubblicazione. Il dato definitivo esce normalmente intorno alla metà del mese successivo. Se il dato necessario non è ancora disponibile, non sostituirlo con una previsione: verifica come applicare l'aggiornamento secondo il titolo.

Formula, arrotondamenti e cambi di base

Con indici nella stessa base, dividi l'indice finale per quello iniziale, moltiplichi il rapporto per 100 e sottrai 100. Ottieni così la variazione percentuale. L'incremento dell'assegno è l'importo da aggiornare moltiplicato per la variazione applicabile e diviso per 100.

Il metodo ISTAT prevede la variazione percentuale arrotondata a 1 decimale e i coefficienti di rivalutazione a 3 decimali. Esegui il calcolo in un unico passaggio, senza arrotondamenti intermedi. Se applichi il 75%, considera soltanto questa quota della variazione.

Dal gennaio 2026 il FOI è pubblicato in base 2025=100. Per confrontare basi diverse servono i raccordi ISTAT: 1,214 tra base 2015 e base 2025, 1,071 tra 2010 e 2015 e 1,373 tra 1995 e 2010. Applica i raccordi pertinenti nella direzione corretta, senza dividere direttamente indici non omogenei.

Arretrati assegno di mantenimento ISTAT

Se l'assegno è rimasto invariato nonostante un adeguamento dovuto, possono esserci differenze da recuperare. Gli arretrati della rivalutazione non spettano però sempre. Devi verificare che l'aggiornamento fosse previsto, da quando fosse dovuto e quali somme siano state effettivamente versate.

Gli importi non adeguati si possono chiedere fino a 5 anni indietro, secondo la prescrizione quinquennale dell'art. 2948 c.c. Per individuare le somme ancora recuperabili serve una verifica delle scadenze e della situazione concreta. Il prospetto di calcolo, da solo, non risolve le questioni sulla prescrizione.

Ricostruisci l'assegno corretto a ogni aggiornamento annuale. Per ciascuna mensilità confronta quanto risultava dovuto con quanto hai ricevuto o versato. Somma poi le differenze relative al periodo recuperabile: non moltiplicare l'ultima differenza mensile per tutti i mesi precedenti.

  • Raccogli il provvedimento, l'accordo e le eventuali modifiche successive.
  • Recupera le prove dei versamenti e gli aggiornamenti già applicati.
  • Prepara un prospetto con decorrenza, variazione annuale, importo aggiornato e differenze.
  • Prima di formulare una richiesta contestata, fai verificare conteggi e recuperabilità delle somme.

Mantieni separati gli anni e indica chiaramente il mese in cui cambia l'importo. In questo modo puoi controllare sia l'effetto degli adeguamenti a cascata sia le differenze nei pagamenti, senza attribuire a tutto il periodo una sola percentuale.

Esempio di calcolo della rivalutazione

Considera un assegno per il quale sia previsto il FOI al 100%. Se il mese pertinente all'aggiornamento è settembre 2026, la variazione annuale da applicare è 4,0%. Moltiplichi l'importo da aggiornare per il valore numerico della percentuale, dividi per 100 e aggiungi l'incremento all'assegno.

Se invece il titolo prevede il 75%, per lo stesso periodo la variazione applicabile è 3,0%. Il procedimento resta uguale, ma cambia la quota di variazione utilizzata. Prima del calcolo devi quindi chiarire quale percentuale sia prevista, senza dedurla dall'importo che stai pagando.

All'anniversario successivo parti dall'importo così aggiornato e utilizzi la variazione del nuovo periodo. Non riapplichi automaticamente 4,0%, perché ogni annualità richiede il proprio dato. Se ricostruisci più anni, ripeti il passaggio in ordine cronologico.

Questo esempio descrive il procedimento, non determina una somma da richiedere nel tuo caso. Per un conteggio degli arretrati servono anche le decorrenze e i pagamenti effettivi. Se l'importo è cambiato nel tempo, distingui nel prospetto i periodi interessati.

Fonti e parametri utilizzati

ParametroValore 2026FonteVerificato
Indice FOI senza tabacchiSerie mensile ISTAT dal 1996 a 2026-09, basi 1995, 2010, 2015 e 2025ISTAT, indici FOI senza tabacchi (esploradati.istat.it) ISTAT, prezzi al consumo settembre 2026 (definitivo) ISTAT, FAQ sui prezzi al consumo (FOI per affitti e assegni) 29/10/2026
Metodo di calcolo e raccordo tra basiRapporto tra indici per i coefficienti di raccordo, arrotondamento a 1 decimaleISTAT, nota sulla nuova base 2025 e coefficienti di raccordo 29/10/2026
Assegno divorzileAdeguamento automatico almeno agli indici di svalutazioneNormattiva, art. 5 L. 898/1970 29/10/2026
Mantenimento dei figliAdeguato automaticamente agli indici ISTAT salvo altro parametroNormattiva, art. 337-ter c.c. 29/10/2026
Prescrizione5 anniNormattiva, art. 2948 c.c. 29/10/2026

Domande frequenti

Come si calcola la rivalutazione ISTAT dell'assegno di mantenimento?

Applichi la variazione annuale del FOI senza tabacchi all'assegno già aggiornato, nella misura prevista. Moltiplichi l'importo per la variazione applicabile, dividi per 100 e aggiungi l'incremento. Ripeti il calcolo a ogni scadenza annuale, usando il mese corretto e senza ripartire sempre dall'importo originario.

L'assegno di mantenimento si rivaluta automaticamente?

Per i figli l'adeguamento agli indici ISTAT è automatico, salvo un diverso parametro indicato dalle parti o dal giudice. Per il coniuge separato dipende dal provvedimento o dall'accordo. Nel divorzio la sentenza deve stabilire un criterio automatico. Devi comunque aggiornare concretamente il versamento: l'automatismo non modifica da solo il bonifico.

Quale indice si usa e in che percentuale?

L'indice normalmente utilizzato è il FOI delle famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi. Nella pratica della separazione si usa il 100% della variazione, ma devi verificare il titolo. Se è previsto il 75%, moltiplichi la variazione per 0,75: non è una percentuale che puoi scegliere liberamente.

Da quando decorre l'adeguamento?

L'aggiornamento annuale si applica normalmente dall'anniversario del provvedimento, verificando eventuali indicazioni diverse nel titolo. Controlla la prima scadenza di rivalutazione e il mese FOI da confrontare. Non confondere il mese dell'indice con quello della pubblicazione: il dato definitivo esce normalmente intorno alla metà del mese successivo.

Si possono chiedere gli arretrati della rivalutazione?

Sì, se l'adeguamento era dovuto e le differenze sono ancora recuperabili. Il riferimento è la prescrizione di 5 anni dell'art. 2948 c.c., da verificare nel caso concreto. Prepara un prospetto annuale degli importi corretti e confrontali con i versamenti: gli arretrati non coincidono necessariamente con l'ultima differenza moltiplicata per tutti i mesi.

Vale anche per l'assegno divorzile?

Sì. L'art. 5, comma 7, della L. 898/1970 prevede che la sentenza stabilisca un criterio di adeguamento automatico, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria. Per applicarlo devi leggere il criterio concreto della sentenza. Il calcolo aggiorna il valore monetario dell'assegno e non ne determina una nuova quantificazione in base ai redditi.