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Calcolo TFR 2026: quanto ti spetta, lordo e netto

Il calcolo TFR parte dalla retribuzione annua utile divisa per 13,5, sottrae il contributo previsto e aggiunge la rivalutazione degli accantonamenti precedenti. Per esempio, con una retribuzione costante di 30.000 euro per 10 anni, la simulazione restituisce 23.897 euro lordi e un netto stimato di 19.131 euro.

€

Con tredicesima e voci fisse. Straordinari occasionali e rimborsi spese non contano.

Ricostruiamo le retribuzioni degli anni precedenti a ritroso.

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TFR: cos'è, a chi spetta e quando viene pagato

Il TFR, trattamento di fine rapporto, è una parte della tua retribuzione che il datore accantona durante il rapporto di lavoro. Ti spetta alla cessazione, qualunque sia la causa: dimissioni, licenziamento, pensionamento o scadenza del contratto. Non è un premio legato al motivo dell'uscita.

Ne hai diritto se sei un dipendente privato, anche con contratto a termine, part-time o di apprendistato. Per capire quanto TFR ti spetta devi considerare retribuzioni utili, durata del rapporto, rivalutazioni ed eventuali anticipi già ricevuti. Questa pagina riguarda il lavoro privato: TFS e TFR del pubblico impiego seguono regole diverse.

Come si calcola il TFR: quota annua e mesi lavorati

L'art. 2120 c.c. stabilisce il criterio di calcolo della quota annua. Non basta dividere l'ultimo stipendio: devi ricostruire la retribuzione utile di ciascun anno e tenere conto delle variazioni intervenute durante il rapporto.

  1. Individua la retribuzione annua utile ai fini TFR.
  2. Dividila per 13,5.
  3. Sottrai il contributo del 0,50% calcolato sulla retribuzione imponibile previdenziale, previsto dalla L. 297/1982.
  4. Somma la quota al fondo già maturato, rivalutando separatamente gli accantonamenti degli anni precedenti.

Nella retribuzione utile rientrano le somme non occasionali, comprese tredicesima e quattordicesima, salvo diversa previsione del CCNL. Sono esclusi i rimborsi spese e le voci occasionali. Controlla quindi quali elementi della tua busta paga concorrono al TFR. Il contributo trattenuto sulla quota finanzia il fondo pensioni.

Se lavori solo una parte dell'anno, il calcolo considera i mesi utili. Una frazione di mese di almeno 15 giorni conta come mese intero. Nel part-time il diritto resta, ma l'accantonamento riflette la retribuzione utile. Con 30.000 euro di retribuzione annua, la quota di un anno intero nell'esempio è 2.072,22 euro.

Rivalutazione TFR: quota fissa e inflazione

Ogni anno, alla fine di dicembre, il fondo accumulato fino all'anno precedente viene rivalutato. Il tasso combina una parte fissa del 1,5% e una parte pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI rispetto a dicembre dell'anno precedente. La quota maturata nell'anno non riceve questa rivalutazione.

Il FOI misura i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Se l'indice diminuisce, resta la componente fissa. Se il rapporto termina durante l'anno, la parte fissa viene proporzionata ai mesi trascorsi su 12 mesi e la componente variabile dipende dall'indice mensile applicabile.

Sulla rivalutazione il datore trattiene ogni anno un'imposta sostitutiva del 17%, con acconto a dicembre e saldo a febbraio. Questa tassazione è distinta da quella sul capitale: per stimare il netto non devi tassare di nuovo le rivalutazioni già assoggettate all'imposta sostitutiva.

Coefficiente rivalutazione TFR: indici ISTAT e tabella

L'ISTAT pubblica l'indice FOI, non direttamente il coefficiente di rivalutazione TFR. Il coefficiente si ricava applicando la formula all'indice pertinente. L'ultimo coefficiente mensile disponibile riportato nella pagina, relativo a settembre 2026, è 4,285617%. Per dicembre 2025 il valore è 2,311148%.

L'indice viene pubblicato di norma intorno alla metà del mese successivo. Il coefficiente di un mese vale per le cessazioni dal quindicesimo giorno di quel mese al quattordicesimo del mese successivo. Non devi quindi usare automaticamente l'ultimo coefficiente pubblicato.

Da gennaio 2026 il FOI ha base 2025: il confronto con dicembre 2025 richiede il coefficiente di raccordo ISTAT. Nella tabella seguente trovi i coefficienti disponibili. Distingui il valore di dicembre, riferito alla rivalutazione annuale, dai coefficienti mensili usati per le cessazioni in corso d'anno.

Coefficienti di rivalutazione TFR, mesi del 2026.
MeseCoefficiente
settembre 20264,285617%
agosto 20263,710988%
luglio 20263,136358%
giugno 20262,786543%
maggio 20262,661543%
aprile 20262,311728%
marzo 20261,437346%
febbraio 20260,862716%
gennaio 20260,363025%
Coefficienti di rivalutazione TFR, dicembre (anno intero).
MeseCoefficiente
dicembre 20252,311148%
dicembre 20242,320017%
dicembre 20231,944162%
dicembre 20229,974576%
dicembre 20214,359238%
dicembre 20201,500000%
dicembre 20191,793830%
dicembre 20182,241840%
dicembre 20172,098205%
dicembre 20161,795304%

Calcolo TFR netto e tassazione separata

La tassazione TFR segue gli artt. 17 e 19 TUIR. Il capitale è soggetto a tassazione separata: non si somma allo stipendio e agli altri redditi dell'anno di pagamento. Non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente né le addizionali regionale e comunale.

Per individuare l'aliquota provvisoria si determina il reddito di riferimento. In sintesi, il TFR rilevante viene diviso per gli anni e le frazioni di servizio, poi moltiplicato per dodici. Applicando gli scaglioni IRPEF a questo reddito si ricava un'aliquota media, utilizzata per tassare la base imponibile del trattamento.

Il conteggio distingue il capitale dalle rivalutazioni già tassate. Gli anticipi ricevuti rientrano nel calcolo del reddito di riferimento. Per il TFR maturato fino al 2000 è prevista una riduzione dell'imponibile di 309,87 euro per ciascun anno: i rapporti più lunghi richiedono quindi attenzione anche ai periodi di maturazione.

Il netto iniziale non è necessariamente definitivo. Dopo qualche anno l'Agenzia delle Entrate riliquida l'imposta usando l'aliquota media IRPEF dei 5 anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto al TFR. Puoi ricevere un rimborso oppure una richiesta della differenza, senza dover presentare domanda per avviare il ricalcolo.

Esempi di TFR lordo e netto: quanto ti spetta

Gli esempi aiutano a leggere il risultato, ma non sostituiscono la ricostruzione del tuo rapporto. Assumono una retribuzione costante e una cessazione nell'ultimo mese con indice ISTAT pubblicato. Il netto è stimato prima della riliquidazione fiscale.

  • Con 25.000 euro per 10 anni, il TFR lordo è 19.914 euro e il netto stimato 15.942 euro, con aliquota media del 23,00%.
  • Con 30.000 euro per 5 anni, il lordo è 10.995 euro e il netto stimato 8.612 euro, con aliquota media del 23,00%.
  • Con 40.000 euro per 15 anni, il lordo è 50.486 euro e il netto stimato 40.310 euro, con aliquota media del 24,55%.

La tabella seguente confronta altri casi. Non ricavare il netto applicando l'aliquota indicata all'intero lordo: la base imponibile non comprende le rivalutazioni già tassate. Variazioni dello stipendio, durata effettiva del rapporto e anticipi ricevuti possono inoltre modificare il risultato.

Retribuzione costante, fine rapporto a settembre 2026. Imposta prima della riliquidazione dell'Agenzia delle Entrate.
RALAnniTFR lordoAliquota mediaTFR netto
25.000 €1019.914 €23%15.942 €
30.000 €510.995 €23%8.612 €
30.000 €1023.897 €23%19.131 €
30.000 €2053.453 €23%43.921 €
40.000 €1550.486 €24,55%40.310 €
50.000 €30151.901 €26,24%125.055 €

Anticipo TFR: requisiti, importo e motivi

Puoi chiedere l'anticipo del TFR dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, una sola volta durante il rapporto, salvo condizioni più favorevoli. L'importo può arrivare fino al 70% del trattamento maturato. La richiesta deve avere una motivazione ammessa.

  • Spese sanitarie straordinarie.
  • Acquisto della prima casa per te o per i tuoi figli, documentato con atto notarile.
  • Congedi parentali o per la formazione.

La legge prevede limiti annuali alle domande che il datore deve accogliere, rapportati agli aventi diritto e al totale dei dipendenti. Il CCNL o un accordo individuale possono offrire condizioni migliori. Prima di presentare la richiesta, verifica le condizioni applicabili al tuo rapporto e l'importo già maturato.

TFR in azienda, INPS o fondo pensione: pagamento e tutele

Il TFR può restare in azienda oppure essere versato al Fondo di Tesoreria INPS. L'obbligo riguarda i datori con almeno 60 dipendenti di media nell'anno precedente nel 2026 e nel 2027; la soglia scende a 50 dal 2028 e a 40 dal 2032 (L. 199/2025). In questo caso il pagamento al lavoratore resta comunque a carico del datore. Il calcolatore riguarda queste destinazioni, non la previdenza complementare.

Dal 1° luglio 2026 chi viene assunto per la prima volta è iscritto automaticamente al fondo pensione negoziale previsto dal proprio CCNL (L. 199/2025). Hai 60 giorni per rinunciare e lasciare il TFR in azienda: se non fai nulla, le quote future vanno al fondo.

Se destini il TFR a un fondo pensione, si applicano le regole della previdenza complementare previste dal D.Lgs. 252/2005. Rivalutazione e tassazione sono diverse, con un regime fiscale agevolato. Non puoi quindi usare il calcolo del TFR lasciato in azienda per stimare il netto della posizione nel fondo.

Il TFR è dovuto alla cessazione, ma non esiste un termine legale unico di pagamento: verifica il periodo previsto dal CCNL. In caso di ritardo sono dovuti interessi e rivalutazione; puoi procedere con diffida e, se necessario, decreto ingiuntivo. Il diritto si prescrive in 5 anni dalla cessazione.

Se il datore è insolvente, può intervenire il Fondo di garanzia INPS, alle condizioni previste dalla L. 297/1982. Non va confuso con il Fondo di Tesoreria. Stimatica è un servizio indipendente, non affiliato a INPS né all'Agenzia delle Entrate: il calcolo ha finalità informative.

Fonti e parametri utilizzati

ParametroValore 2026FonteVerificato
Quota annua e rivalutazioneRetribuzione / 13,5; 1,5% fisso + 75% dell'aumento FOICodice civile, art. 2120 (disciplina del trattamento di fine rapporto) 29/10/2026
Contributo al fondo pensioni0,5% della retribuzione, trattenuto dalla quotaL. 29/05/1982 n. 297, art. 3 (contributo 0,50% sulla quota TFR) 29/10/2026
Indice FOI senza tabacchiSerie mensile ISTAT fino a settembre 2026ISTAT, indici FOI senza tabacchi (esploradati.istat.it) ISTAT, FAQ sui prezzi al consumo (FOI per affitti e assegni) 29/10/2026
TassazioneImposta sostitutiva 17% sulla rivalutazione; tassazione separata ad aliquota media sul restoD.Lgs. 47/2000 art. 11 c. 3 (imposta sostitutiva sulla rivalutazione, 17% dalla L. 190/2014) TUIR artt. 17 e 19 (tassazione separata del TFR) 29/10/2026

Domande frequenti

Come si calcola il TFR?

Dividi la retribuzione annua utile per 13,5 e sottrai il contributo del 0,50% sulla retribuzione imponibile previdenziale. Somma le quote maturate e le rivalutazioni degli accantonamenti precedenti, considerando eventuali anticipi. Per passare dal lordo al netto devi poi distinguere il capitale soggetto a tassazione separata dalle rivalutazioni già tassate.

Quanto TFR mi spetta dopo 10 anni?

Dipende dalle retribuzioni utili ricevute durante tutto il rapporto e dalle rivalutazioni maturate. Nell'esempio con retribuzione costante di 30.000 euro per 10 anni, il TFR lordo è 23.897 euro e il netto stimato è 19.131 euro. Il risultato è indicativo, prima della riliquidazione, e può cambiare se hai ricevuto anticipi o aumenti.

Come si rivaluta il TFR ogni anno?

Il fondo accantonato fino all'anno precedente cresce con una componente fissa del 1,5% più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI. La quota dell'anno resta esclusa dalla rivalutazione. Se l'indice diminuisce, rimane la parte fissa. Sull'incremento maturato viene trattenuta l'imposta sostitutiva del 17%.

Quanto si paga di tasse sul TFR?

Non esiste un'aliquota uguale per tutti. Sul capitale si applica la tassazione separata, con un'aliquota media determinata attraverso il reddito di riferimento. Le rivalutazioni hanno invece un'imposta sostitutiva del 17%. Non si pagano le addizionali regionale e comunale. L'importo trattenuto dal datore può cambiare dopo il ricalcolo dell'Agenzia delle Entrate.

Il TFR spetta anche in caso di dimissioni?

Sì. Il calcolo TFR per dimissioni segue gli stessi criteri previsti per le altre cause di cessazione. Non perdi le quote maturate perché scegli di lasciare il lavoro. Per verificare il saldo, controlla retribuzioni utili, mesi lavorati, rivalutazioni ed eventuali anticipi. I tempi di pagamento vanno verificati nel CCNL applicato.

Quando si può chiedere l'anticipo del TFR?

Di regola dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, una sola volta e fino al 70% del maturato. Sono ammesse spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa per te o per i figli, con atto notarile, e congedi parentali o formativi. Valgono limiti annuali, salvo condizioni più favorevoli previste dal CCNL o da accordi individuali.

Entro quando deve essere pagato il TFR?

Il TFR è dovuto alla cessazione, ma non c'è una scadenza legale unica valida per tutti i dipendenti privati. Il CCNL può concedere al datore un periodo per il pagamento. Se il termine applicabile viene superato, puoi richiedere il saldo con interessi e rivalutazione. Il diritto si prescrive in 5 anni dalla cessazione.

Perché l'Agenzia delle Entrate ricalcola le tasse sul TFR?

Perché il datore applica una tassazione provvisoria. L'Agenzia delle Entrate determina poi l'imposta usando l'aliquota media IRPEF dei 5 anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto al TFR. Il confronto può produrre un rimborso oppure un importo aggiuntivo da versare. Il ricalcolo avviene senza una tua domanda: la differenza può dipendere dall'aliquota definitiva, diversa da quella provvisoria.

Cosa cambia se il TFR va al fondo pensione?

Il TFR destinato alla previdenza complementare segue regole di rivalutazione e tassazione diverse da quelle del TFR lasciato in azienda, con una tassazione agevolata. Il riferimento è il D.Lgs. 252/2005. Questo calcolatore non stima il netto della posizione nel fondo pensione: riguarda soltanto il TFR in azienda o al Fondo di Tesoreria INPS.