Calcolo tasse regime forfettario 2026: imposta, contributi INPS e netto
Nel calcolo tasse regime forfettario, il reddito imponibile è dato dagli incassi moltiplicati per il coefficiente di redditività, meno i contributi obbligatori pagati nell’anno. Applichi l’imposta del 15% o del 5%, mentre i contributi INPS si calcolano a parte. Qui puoi calcolare imposta, contributi, netto e scadenze F24.
Come si calcolano le tasse nel regime forfettario
Il regime forfettario segue il criterio di cassa: conta quando ricevi il pagamento, non quando emetti la fattura. La L. 190/2014, articolo 1, commi 54-89, riconosce i costi attraverso il coefficiente di redditività, senza sottrarre le singole spese sostenute.
- Moltiplica gli incassi per il coefficiente della tua attività: ottieni il reddito forfettario lordo.
- Sottrai i contributi previdenziali obbligatori effettivamente pagati nell’anno, non quelli soltanto maturati.
- Applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure, se hai i requisiti, del 5%.
L’aliquota iniziale vale nell’anno di apertura e nei quattro successivi. Non devi avere svolto attività nei precedenti 3 anni né proseguire un precedente lavoro dipendente. Se rilevi un’attività, gli incassi del precedente titolare devono essere inferiori a 85.000 euro.
L’imposta sostituisce IRPEF, addizionali regionale e comunale e IRAP. Non applichi IVA in fattura né ritenuta d’acconto e non sei soggetto agli ISA. La fattura elettronica è obbligatoria.
Coefficienti di redditività 2026: quale usare
Restano i coefficienti collegati ad ATECO 2007, in attesa di quelli ATECO 2025, secondo il D.Lgs. 81/2025. In dichiarazione indichi entrambi i codici corrispondenti. Verifica il codice specifico della tua attività.
- Professioni, attività scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi: 78%.
- Altre attività, tra cui informatica, produzione artigiana, trasporti e servizi alla persona: 67%.
- Commercio all’ingrosso e al dettaglio: 40%; intermediari del commercio: 62%.
- Costruzioni e attività immobiliari: 86%; alloggio e ristorazione: 40%.
- Industrie alimentari: 40%; ambulanti alimentari: 40%; ambulanti di altri prodotti: 54%.
| Gruppo di attività | Codici ATECO 2007 | Coefficiente |
|---|---|---|
| Costruzioni e attività immobiliari | 41-43, 68 | 86% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi | 64-66, 69-75, 85, 86-88 | 78% |
| Altre attività economiche | 01-03, 05-09, 12-33, 35, 36-39, 49-53, 58-63, 77-82, 84, 90-93, 94-96, 97-98, 99 | 67% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | 47.82-47.89 | 54% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 45, 46.2-46.9, 47.1-47.7, 47.9 | 40% |
| Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione | 55-56 | 40% |
| Industrie alimentari e delle bevande | 10-11 | 40% |
| Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande | 47.81 | 40% |
Contributi INPS nel regime forfettario
I contributi dipendono dalla gestione previdenziale, non dall’aliquota fiscale. La base è il reddito forfettario lordo, prima della deduzione dei contributi. Se hai una cassa professionale, valgono le sue regole: questo calcolatore non le tratta.
Gestione separata: contributi proporzionali
Se sei un professionista senza cassa, l’aliquota 2026 è 26,07%; per pensionati o iscritti a un’altra previdenza obbligatoria è 24%. Il massimale di reddito è 122.295 euro.
Non esiste un contributo minimo obbligatorio indipendente dal reddito. Per ottenere 12 mesi di accredito pensionistico servono però 4.903,25 euro, corrispondenti al reddito minimale di 18.808 euro. Se versi meno, l’accredito si riduce.
Artigiani e commercianti: fisso ed eccedenza
Sul minimale di 18.808 euro paghi un contributo fisso anche se guadagni meno: 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti. Le quattro rate sono rispettivamente di 1.130,34 euro e 1.152,91 euro.
Sull’eccedenza rispetto al minimale applichi 24% per gli artigiani o 24,48% per i commercianti. Sulla parte oltre 56.224 euro, le aliquote diventano rispettivamente 25% e 25,48%. Deduci fiscalmente i contributi nell’anno in cui li paghi.
| Gestione separata | Artigiani | Commercianti | |
|---|---|---|---|
| Aliquota | 26,07% (24% pensionati o già iscritti altrove) | 24%, 25% oltre 56.224 € | 24,48%, 25,48% oltre 56.224 € |
| Reddito minimale | 18.808 € (nessun minimo da versare) | 18.808 € | 18.808 € |
| Contributo fisso annuo | nessuno; 4.903,25 € per 12 mesi di pensione | 4.521,36 € | 4.611,64 € |
| Rata fissa trimestrale | nessuna | 1.130,34 € | 1.152,91 € |
| Fisso con riduzione del 35% (stima) | non prevista | 2.941,49 € (735,37 € a rata) | 3.000,17 € (750,04 € a rata) |
| Massimale | 122.295 € | 93.707 € o 122.295 € | 93.707 € o 122.295 € |
| Quando si paga | saldo e 2 acconti con le imposte | 4 rate fisse + eccedenza con le imposte | 4 rate fisse + eccedenza con le imposte |
Riduzione contributi INPS per i forfettari
Artigiani e commercianti possono chiedere la riduzione del 35%, prevista dalla L. 190/2014 e illustrata dalle circolari INPS 35/2016 e 14/2026. È facoltativa e riguarda fisso ed eccedenza; la maternità di 7,44 euro resta intera. Non vale per la Gestione separata.
Presenta domanda entro il 28 febbraio; dopo, vale dall’anno successivo. Se apri durante l’anno, richiedila subito dopo l’iscrizione. Il fisso ridotto stimato è 2.941,49 euro per gli artigiani e 3.000,17 euro per i commercianti, con rate di 735,37 euro e 750,04 euro. Sono calcoli Stimatica: gli arrotondamenti INPS vanno verificati.
Con il solo fisso ridotto, l’accredito pensionistico stimato è circa 7,8 mesi anziché 12 mesi. Se rinunci all’agevolazione, non puoi rientrare.
Agevolazione per i nuovi iscritti nel 2025
La L. 207/2024 prevede una riduzione del 50% della sola quota pensione per 36 mesi, riservata alle prime iscrizioni del 2025 ad artigiani o commercianti. Si richiede sul Portale delle agevolazioni INPS. Non è cumulabile con la riduzione del 35% e non risulta prorogata per le prime iscrizioni del 2026.
Quando si pagano tasse e contributi INPS nel forfettario
La regola ordinaria prevede saldo e primo acconto entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio con maggiorazione del 0,40%. Il secondo acconto scade il 30 novembre.
- Nel 2026, il DL 89/2026 ha spostato saldo 2025 e primo acconto al 20 luglio 2026, senza maggiorazione, oppure al 19 agosto 2026 con maggiorazione del 0,80%.
- Il secondo acconto 2026 scade il 30 novembre 2026.
- Per il 2027, le scadenze ordinarie sono 30 giugno 2027 e 30 novembre 2027, salvo proroghe.
Acconti forfettario, rate e codici F24
Con il metodo storico, gli acconti dell’imposta sono ripartiti in 50% e 50% dell’imposta precedente, secondo la risoluzione 93/E/2019. Non devi l’acconto sotto 52 euro; versi tutto a novembre se la prima rata non supera 103 euro.
Puoi rateizzare saldo e primo acconto: versi il 16 di ogni mese, con ultima rata entro il 16 dicembre e interessi del 0,33% al mese. I codici F24 sono 1792 per il saldo, 1790 per il primo acconto e 1791 per secondo acconto o acconto unico.
La Gestione separata segue le scadenze dell’imposta, con saldo e due acconti uguali calcolati sull’80% del reddito precedente. Le rate fisse di artigiani e commercianti scadono il 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. L’eccedenza segue saldo e acconti delle imposte.
Trovi i codici delle rate fisse nel Cassetto previdenziale INPS. Paghi con F24 telematico tramite home banking, Entratel o Fisconline.
| Data | Cosa si paga | Codice tributo |
|---|---|---|
| 18 maggio 2026 | INPS artigiani e commercianti: 1ª rata fissa 2026 | Cassetto previdenziale |
| 20 luglio 2026 | Saldo 2025 e primo acconto 2026 (imposta e INPS); fino al 19 agosto 2026 con lo 0,8% | 1792, 1790 |
| 20 agosto 2026 | INPS artigiani e commercianti: 2ª rata fissa 2026 | Cassetto previdenziale |
| 16 novembre 2026 | INPS artigiani e commercianti: 3ª rata fissa 2026 | Cassetto previdenziale |
| 30 novembre 2026 | Secondo acconto 2026 (imposta e INPS) | 1791 |
| 16 febbraio 2027 | INPS artigiani e commercianti: 4ª rata fissa 2026 | Cassetto previdenziale |
| 17 maggio 2027 (regola) | INPS artigiani e commercianti: 1ª rata fissa 2027 | Cassetto previdenziale |
| 30 giugno 2027 (regola) | Saldo 2026 e primo acconto 2027 (imposta e INPS) | 1792, 1790 |
| 30 novembre 2027 (regola) | Secondo acconto 2027 (imposta e INPS) | 1791 |
Bollo sulle fatture elettroniche (2 € oltre 77,47 €): 1° giugno 2026, 30 settembre 2026, 30 novembre 2026, 1° marzo 2027; sotto i 5.000 euro si può versare più tardi.
Primo e secondo anno: simulazione tasse partita IVA
Nel primo anno non hai acconti basati su un’imposta precedente. Restano gli eventuali contributi fissi. L’anno dopo si concentrano saldo e acconti: non aumenta l’aliquota, si sovrappongono versamenti riferiti ad anni diversi.
Nel calcolatore gratuito di Stimatica scegli attività e gestione, inserisci gli incassi e ottieni imposta, contributi, netto annuo e mensile, accantonamento e calendario F24 con gli importi. Il calcolo partita IVA forfettaria mostra anche l’effetto del secondo anno.
Professionista con 30.000 euro di incassi
Se apri nel 2026 in Gestione separata, con coefficiente 78% e aliquota 5%, l’imposta iniziale è 1.170,00 euro, senza contributi dedotti. Il 30 giugno 2027 versi complessivamente 10.295,53 euro; il 30 novembre 2027 versi 3.025,15 euro. Con aliquota 15%, l’imposta iniziale è 3.510,00 euro, i versamenti sono rispettivamente 13.805,53 euro e 4.195,15 euro.
A regime stabile, i contributi stimati sono 6.100,38 euro e l’imposta 2.594,94 euro, oppure 864,98 euro con aliquota iniziale. Il netto è 21.304,68 euro, oppure 23.034,64 euro. Con aliquota 15%, l’accantonamento indicativo è 724,61 euro al mese, circa 29% degli incassi. I contributi pagati nel 2027 si deducono dal reddito 2027.
Commerciante con 60.000 euro di incassi
Con coefficiente 40%, il reddito è 24.000,00 euro. A regime stabile e con imposta al 15%, i contributi sono 5.882,64 euro, l’imposta 2.717,60 euro e il netto 51.399,76 euro. Con riduzione del 35%, diventano rispettivamente 3.826,32 euro, 3.026,05 euro e 53.147,63 euro. L’imposta aumenta perché deduci meno contributi; l’accredito pensionistico stimato è circa 9,9 mesi.
Questi netti sottraggono imposta e contributi, ma non i costi reali dell’attività. Gli accantonamenti restano stime da adattare alla tua situazione.
Regime forfettario 2026: requisiti e soglie
Gli incassi dell’anno precedente, sommando tutte le attività, non devono superare 85.000 euro. Il limite per le spese di dipendenti e collaboratori è 20.000 euro. Per i redditi da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente, il limite 2026 è 35.000 euro; la soglia base è 30.000 euro e per l’accesso 2027 va verificata.
Sono esclusi i regimi speciali IVA, i soci di società di persone, chi controlla SRL con attività collegate e chi lavora prevalentemente per il datore attuale o degli ultimi 2 anni. Sono esclusi anche i non residenti, salvo l’eccezione UE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia.
Se superi 85.000 euro, esci dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, esci subito: applichi l’IVA dalla fattura che supera il limite e determini tutto il reddito annuale con le regole ordinarie, secondo la circolare 32/E/2023.
Sulle fatture oltre 77,47 euro si applica il bollo di 2 euro.
Forfettario 2027: proposta di soglia a 100.000 euro
Il DDL di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, propone di portare la soglia delle imposte sui redditi da 85.000 euro a 100.000 euro. Per l’esenzione IVA resterebbe 85.000 euro, in attesa dell’autorizzazione europea.
È una proposta, non una legge. Gli articoli non sono ancora pubblicati e serve l’approvazione parlamentare entro il 31 dicembre 2026, con possibili modifiche. Restano da chiarire decorrenza, uscita immediata, limite del lavoro dipendente e contributi. I calcoli 2026 non cambiano.
Stimatica è indipendente, non affiliata all’Agenzia delle Entrate né all’INPS. La simulazione è informativa e non sostituisce il commercialista: non verifica i requisiti di accesso, non calcola le casse professionali e non presenta F24 o domande INPS.
Fonti e parametri utilizzati
Domande frequenti
Come calcoli le tasse nel regime forfettario 2026?
Moltiplichi gli incassi ricevuti nell’anno per il coefficiente della tua attività. Sottrai i contributi previdenziali obbligatori pagati nello stesso anno e applichi l’imposta del 15%, oppure del 5% se hai i requisiti. I contributi si calcolano separatamente secondo la tua gestione previdenziale.
Quanto paghi di tasse e contributi con 30.000 euro di incassi?
Nell’esempio del professionista in Gestione separata con coefficiente 78%, a regime stabile i contributi sono 6.100,38 euro. L’imposta è 2.594,94 euro, oppure 864,98 euro con aliquota iniziale. Il netto stimato è rispettivamente 21.304,68 euro o 23.034,64 euro, prima dei costi reali. Nel primo anno cambia la deduzione dei contributi.
Quanto paghi di contributi INPS nel regime forfettario?
In Gestione separata applichi normalmente 26,07% al reddito forfettario lordo, senza contributo minimo obbligatorio. Artigiani e commercianti pagano invece un fisso, rispettivamente 4.521,36 euro e 4.611,64 euro, più contributi sull’eccedenza del minimale. Eventuali riduzioni modificano gli importi. Se hai una cassa professionale, devi seguire le sue regole.
Quando paghi i contributi INPS nel regime forfettario?
La Gestione separata segue saldo e acconti delle imposte. Per artigiani e commercianti, le rate fisse 2026 scadono il 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. I contributi sull’eccedenza seguono invece le scadenze fiscali. Trovi i riferimenti per pagare le rate fisse nel Cassetto previdenziale INPS.
Come funziona la riduzione dei contributi INPS per i forfettari?
Se sei artigiano o commerciante, puoi richiedere la riduzione del 35% su fisso ed eccedenza, lasciando intera la maternità. Presenta domanda entro il 28 febbraio, oppure subito dopo l’iscrizione per una nuova attività. Il beneficio può ridurre i mesi accreditati per la pensione e non riguarda la Gestione separata.
Perché nel secondo anno di partita IVA paghi di più?
Perché al saldo del primo anno si aggiungono gli acconti del secondo. In Gestione separata si sommano anche saldo e acconti previdenziali. Non significa che l’aliquota sia aumentata: paghi importi riferiti ad anni diversi. Accantonare già dai primi incassi aiuta a gestire questa concentrazione di scadenze.
Gli acconti del forfettario sono al 50% per ciascuna rata?
Sì: con il metodo storico, la ripartizione è 50% per il primo acconto e 50% per il secondo, sulla base dell’imposta precedente. Non devi l’acconto sotto 52 euro. Se la prima rata non supera 103 euro, paghi l’acconto in un’unica soluzione a novembre.
Cosa succede se superi 85.000 euro di incassi?
Se superi 85.000 euro senza oltrepassare 100.000 euro, esci dal regime dall’anno successivo. Se superi anche 100.000 euro, esci subito: l’IVA parte dalla fattura che determina il superamento e il reddito dell’intero anno segue le regole ordinarie. Devi monitorare gli incassi effettivi, non soltanto le fatture emesse.
Nel 2027 la soglia del forfettario sale a 100.000 euro?
È una proposta, non una modifica già in vigore. Il DDL di bilancio 2027 propone 100.000 euro per le imposte sui redditi, mentre per l’esenzione IVA resterebbe 85.000 euro in attesa dell’autorizzazione europea. Servono il testo definitivo e l’approvazione parlamentare. Per il calcolo 2026 continui a usare le regole vigenti.
La simulazione sostituisce il commercialista?
No. La simulazione tasse partita IVA ti aiuta a stimare imposta, contributi, netto e accantonamenti, ma non verifica i requisiti di accesso. Non calcola le casse professionali e non trasmette F24 o domande INPS. Usa il risultato per pianificare e verifica dichiarazione e versamenti con il tuo commercialista.